E' passata ormai una settimana ma i ricordi sono belli vivi. A Londra si è andati a gruppi separati, per poi ritrovarsi tutti allo speakers corner di Hyde Park, non per ascoltare le parole di saggezza di qualche astante, ma a causa dell'evento del giorno, il festival organizzato dall'Hard Rock Cafè a cui partecipa, guarda caso, pure Bruce!
Si diceva che si è andati in gruppi separati, e qua permettetemi una piccola parentesi divertente sul viaggio di andata: io e Deagle ci ritroviamo con Rob, Fra e Flavio all'areporto, un'ora prima della partenza. Ci mettiamo comodi, mangiamo qualcosa, poi diciamo "mancano 10 minuti alla chiusura del gate, ci imbarchiamo?". Ma sì dai, e belli tranquilli veniamo rimbalzati dalla gentile signora all'ingresso del gate, a causa delle nuove norme applicate da RyanAir sul check in online, che noi non avevamo fatto, eheh ehm...
Non vi sto a dire le corse e le fosche immagini che si accavallano nella nostra testa mentre saltiamo da uno sportello all'altro per non sforare l'orario di ingresso...per fortuna (si fa per dire) che l'aereo era in ritardo di un'ora...belle cose per cominciare con la giusta dose di stress una trasferta springsteeniana!
Poi beh, il resto è solo gioia pura (ma anche l'inconveniente iniziale, col senno di poi, è stato divertente), perchè non mi stancherò mai di dirlo, ma farmi tot chilometri per assistere ad un concerto rock è una di quelle cose per cui vale la pena vivere. Se poi a questo concerto suona Bruce e un sacco di altra gente, tanto meglio!
Il giorno del concertone scorre veloce tra birra, sorrisi, parole e tanta tanta musica. Io personalmente me lo sono passato tutto con Maestro, Pape e Kikka, mentre Deagle è andata sotto al palco assieme a Fra, Rob, Lore, Dievel e tanti altri. Ora, perchè questo particolare? Con calma, ci arriviamo.
Prima voglio spendere due parole sull'organizzazione spettacolare dell'evento; sull'educazione del popolo inglese, almeno finchè non si ubriacano marci e rompono il cazzo magari su Jungleland; sui Gaslight Anthem che suonano molto più sciolti rispetto al concerto visto a Milano; sugli occhialoni a specchio tamarrissimi esibiti da bruce durante l'apparizione coi Gaslight (mitica la Kikka che esclama "ma allora esiste davvero!"); sulla Dave Matthews Band, che suonano con una perfezione rara e che sento live per la prima volta; su London Calling.
Ecco, questa era più o meno attesa, ma ascoltarla è sempre uno shock di quelli tosti! Gran concerto quello a Londra, con Bruce e band in gran forma e con molta voglia di divertirsi, e se nella stessa sera suona Racing In The Street, Rosalita e Jungleland cosa dovremmo dire noi poveri mortali se non grazie, grazie e ancora grazie?
Poi beh, ecco, arriva su American land uno di quei momenti che ti riempiono il cuore più di quanto credevi possibile. Mia sorella si diceva è davanti, più o meno in quarta fila: il palco non è quello classico di Bruce, per ovvie ragioni organizzative, e per la cronaca è moooooolto più lontano dal pubblico, percui nelle sue scampagnate Bruce deve scendere scale su scale per raggiungere le pedanine che, evidentemente, ha preteso dagli organizzatori. Una di queste è montata proprio davanti al gruppo di Deagle: sul finale di American Land assieme a Bruce abitualmente scendono un po' tutti, e tra tutti ce n'è uno in particolare, Little Steven, per il quale mia sorella nutre un amore ab-normale, si veda codesto post, nel quale peraltro compare il primo cartello, l'originale, firmato e controfirmato da Steve in persona.
Fattostà che mia sorella il giorno dopo quell'incontro aveva preparato un altro cartello e ad ogni concerto se lo porta dietro, con la speranza che Steve lo noti.
Ecco, a Londra Steve mica lo ha notato.
No.
E' stato Bruce a notarlo, come si evince da questo scatto (si ringrazia SPL e il gentile fotografo).

A questo punto Steve si fa dare il cartello da mia sorella.

Poi beh, Steve lo molla per terra (c'è un video che mostra tutta la sequenza, prima o poi troverà la luce), ma Bruce lo raccoglie, lo porta sul palco e lo mette davanti al microfono di Steve, dove rimarrà fino all'ultima nota.
Ed io quando tutto ciò accadeva ero troppo contento per mia sorella!
Si diceva che si è andati in gruppi separati, e qua permettetemi una piccola parentesi divertente sul viaggio di andata: io e Deagle ci ritroviamo con Rob, Fra e Flavio all'areporto, un'ora prima della partenza. Ci mettiamo comodi, mangiamo qualcosa, poi diciamo "mancano 10 minuti alla chiusura del gate, ci imbarchiamo?". Ma sì dai, e belli tranquilli veniamo rimbalzati dalla gentile signora all'ingresso del gate, a causa delle nuove norme applicate da RyanAir sul check in online, che noi non avevamo fatto, eheh ehm...
Non vi sto a dire le corse e le fosche immagini che si accavallano nella nostra testa mentre saltiamo da uno sportello all'altro per non sforare l'orario di ingresso...per fortuna (si fa per dire) che l'aereo era in ritardo di un'ora...belle cose per cominciare con la giusta dose di stress una trasferta springsteeniana!
Poi beh, il resto è solo gioia pura (ma anche l'inconveniente iniziale, col senno di poi, è stato divertente), perchè non mi stancherò mai di dirlo, ma farmi tot chilometri per assistere ad un concerto rock è una di quelle cose per cui vale la pena vivere. Se poi a questo concerto suona Bruce e un sacco di altra gente, tanto meglio!
Il giorno del concertone scorre veloce tra birra, sorrisi, parole e tanta tanta musica. Io personalmente me lo sono passato tutto con Maestro, Pape e Kikka, mentre Deagle è andata sotto al palco assieme a Fra, Rob, Lore, Dievel e tanti altri. Ora, perchè questo particolare? Con calma, ci arriviamo.
Prima voglio spendere due parole sull'organizzazione spettacolare dell'evento; sull'educazione del popolo inglese, almeno finchè non si ubriacano marci e rompono il cazzo magari su Jungleland; sui Gaslight Anthem che suonano molto più sciolti rispetto al concerto visto a Milano; sugli occhialoni a specchio tamarrissimi esibiti da bruce durante l'apparizione coi Gaslight (mitica la Kikka che esclama "ma allora esiste davvero!"); sulla Dave Matthews Band, che suonano con una perfezione rara e che sento live per la prima volta; su London Calling.
Ecco, questa era più o meno attesa, ma ascoltarla è sempre uno shock di quelli tosti! Gran concerto quello a Londra, con Bruce e band in gran forma e con molta voglia di divertirsi, e se nella stessa sera suona Racing In The Street, Rosalita e Jungleland cosa dovremmo dire noi poveri mortali se non grazie, grazie e ancora grazie?
Poi beh, ecco, arriva su American land uno di quei momenti che ti riempiono il cuore più di quanto credevi possibile. Mia sorella si diceva è davanti, più o meno in quarta fila: il palco non è quello classico di Bruce, per ovvie ragioni organizzative, e per la cronaca è moooooolto più lontano dal pubblico, percui nelle sue scampagnate Bruce deve scendere scale su scale per raggiungere le pedanine che, evidentemente, ha preteso dagli organizzatori. Una di queste è montata proprio davanti al gruppo di Deagle: sul finale di American Land assieme a Bruce abitualmente scendono un po' tutti, e tra tutti ce n'è uno in particolare, Little Steven, per il quale mia sorella nutre un amore ab-normale, si veda codesto post, nel quale peraltro compare il primo cartello, l'originale, firmato e controfirmato da Steve in persona.
Fattostà che mia sorella il giorno dopo quell'incontro aveva preparato un altro cartello e ad ogni concerto se lo porta dietro, con la speranza che Steve lo noti.
Ecco, a Londra Steve mica lo ha notato.
No.
E' stato Bruce a notarlo, come si evince da questo scatto (si ringrazia SPL e il gentile fotografo).

A questo punto Steve si fa dare il cartello da mia sorella.

Poi beh, Steve lo molla per terra (c'è un video che mostra tutta la sequenza, prima o poi troverà la luce), ma Bruce lo raccoglie, lo porta sul palco e lo mette davanti al microfono di Steve, dove rimarrà fino all'ultima nota.
Ed io quando tutto ciò accadeva ero troppo contento per mia sorella!








































