sabato, 04 luglio 2009
E' passata ormai una settimana ma i ricordi sono belli vivi. A Londra si è andati a gruppi separati, per poi ritrovarsi tutti allo speakers corner di Hyde Park, non per ascoltare le parole di saggezza di qualche astante, ma a causa dell'evento del giorno, il festival organizzato dall'Hard Rock Cafè a cui partecipa, guarda caso, pure Bruce!
Si diceva che si è andati in gruppi separati, e qua permettetemi una piccola parentesi divertente sul viaggio di andata: io e Deagle ci ritroviamo con Rob, Fra e Flavio all'areporto, un'ora prima della partenza. Ci mettiamo comodi, mangiamo qualcosa, poi diciamo "mancano 10 minuti alla chiusura del gate, ci imbarchiamo?". Ma sì dai, e belli tranquilli veniamo rimbalzati dalla gentile signora all'ingresso del gate, a causa delle nuove norme applicate da RyanAir sul check in online, che noi non avevamo fatto, eheh ehm...
Non vi sto a dire le corse e le fosche immagini che si accavallano nella nostra testa mentre saltiamo da uno sportello all'altro per non sforare l'orario di ingresso...per fortuna (si fa per dire) che l'aereo era in ritardo di un'ora...belle cose per cominciare con la giusta dose di stress una trasferta springsteeniana!
Poi beh, il resto è solo gioia pura (ma anche l'inconveniente iniziale, col senno di poi, è stato divertente), perchè non mi stancherò mai di dirlo, ma farmi tot chilometri per assistere ad un concerto rock è una di quelle cose per cui vale la pena vivere. Se poi a questo concerto suona Bruce e un sacco di altra gente, tanto meglio!

Il giorno del concertone scorre veloce tra birra, sorrisi, parole e tanta tanta musica. Io personalmente me lo sono passato tutto con Maestro, Pape e Kikka, mentre Deagle è andata sotto al palco assieme a Fra, Rob, Lore, Dievel e tanti altri. Ora, perchè questo particolare? Con calma, ci arriviamo.
Prima voglio spendere due parole sull'organizzazione spettacolare dell'evento; sull'educazione del popolo inglese, almeno finchè non si ubriacano marci e rompono il cazzo magari su Jungleland; sui Gaslight Anthem che suonano molto più sciolti rispetto al concerto visto a Milano; sugli occhialoni a specchio tamarrissimi esibiti da bruce durante l'apparizione coi Gaslight (mitica la Kikka che esclama "ma allora esiste davvero!"); sulla Dave Matthews Band, che suonano con una perfezione rara e che sento live per la prima volta; su London Calling.

Ecco, questa era più o meno attesa, ma ascoltarla è sempre uno shock di quelli tosti! Gran concerto quello a Londra, con Bruce e band in gran forma e con molta voglia di divertirsi, e se nella stessa sera suona Racing In The Street, Rosalita e Jungleland cosa dovremmo dire noi poveri mortali se non grazie, grazie e ancora grazie?
Poi beh, ecco, arriva su American land uno di quei momenti che ti riempiono il cuore più di quanto credevi possibile. Mia sorella si diceva è davanti, più o meno in quarta fila: il palco non è quello classico di Bruce, per ovvie ragioni organizzative, e per la cronaca è moooooolto più lontano dal pubblico, percui nelle sue scampagnate Bruce deve scendere scale su scale per raggiungere le pedanine che, evidentemente, ha preteso dagli organizzatori. Una di queste è montata proprio davanti al gruppo di Deagle: sul finale di American Land assieme a Bruce abitualmente scendono un po' tutti, e tra tutti ce n'è uno in particolare, Little Steven, per il quale mia sorella nutre un amore ab-normale, si veda codesto post, nel quale peraltro compare il primo cartello, l'originale, firmato e controfirmato da Steve in persona.
Fattostà che mia sorella il giorno dopo quell'incontro aveva preparato un altro cartello e ad ogni concerto se lo porta dietro, con la speranza che Steve lo noti.
Ecco, a Londra Steve mica lo ha notato.
No.
E' stato Bruce a notarlo, come si evince da questo scatto (si ringrazia SPL e il gentile fotografo).

londra_cartello2
A questo punto Steve si fa dare il cartello da mia sorella.

Londra_cartello
Poi beh, Steve lo molla per terra (c'è un video che mostra tutta la sequenza, prima o poi troverà la luce), ma Bruce lo raccoglie, lo porta sul palco e lo mette davanti al microfono di Steve, dove rimarrà fino all'ultima nota.
Ed io quando tutto ciò accadeva ero troppo contento per mia sorella!
lunedì, 29 giugno 2009
Lo so che nel frattempo sono stato anche a Londra dove ho visto un gran bel concerto con un Bruce in forma smagliante, ma prima vi beccate il "resoconto" della trasferta scandinava di inizio mese, che c'ho i miei ritmi editoriali da rispettare, eheh ehm...
...
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E così sono passati anche i concerti svedesi, io che da sempre volevo vedermene almeno uno e Bruce che ne fa tre dico tre di seguito tutti a Stoccolma. E noi che ovviamente ci andiamo, non state nemmeno a domandarvi perchè li abbiamo visti tutti e non magari uno solo, perchè NO i concerti di Bruce NON sono tutti uguali.
Anzi.
E poi la Svezia offre tante altre belle cose, come ho avuto modo di constatare io stesso con questi miei occhi di bragia.
Le svedesi ad esempio.
Le svedesi ubriache e fradice, nel vero senso della parola, di birra che girano la città caricate su dei camion con la musica a palla per festeggiare la fine dell'anno accademico.
Le svedesi che festeggiano in questo modo per un'intera settimana.
Le svedesi che, però, non usano magliette bianche per l'occasione.
Le svedesi che vengono a vedere i concerti di Bruce.
Gli svedesi, intesi come popolo, che se c'è una razza eletta secondo me bisogna cercarla a nord del 55esimo parallelo.
Uno dei più bei musei che mi sia mai capitato di vedere, il "Vasa Vasa" Museum, quello che ospita un galeone bello e fatto del 1500, roba che se passate da Stoccolma e non andate a vederlo non vi parlo più.
I vichinghi e il Valhalla, e la strada dove si trova lo stadio in cui Bruce ha suonato, la "strada del Valhalla", così per tradurre.

Bruce ama il pubblico svedese e fa sempre grandi concerti, e questi sono stati decisamente dei grandi concerti! Gli highlights per me sono stati Fade Away, Mony Mony, Good Lovin', Ramrod, My Lucky Day, Lost In The Flood, Wild Thing, il Detroit Medley con Land of 1000 Dances, Hard Times e, incredibile, Outlaw Pete, che negli stadi evidentemente guadagna punti. Male invece Working On A Dream, che invece proprio a causa dall'atmosfera più dispersiva dello stadio perde in potenza. Bene Steve, male Clarence, nel senso che il ragazzone non è proprio al massimo della forma, ma non molla! Jay ha suonato in tutte le occasioni, con alti e bassi, diaciamo così. Fratello Metallo pesta parecchio, pure troppo, ma dopo i primi due concerti decisamente al top si è lasciato andare nella terza serata, un po' troppo distratto. Onore all'incoscienza e al talento comunque!

Oh, ci sono anche dei lati negativi, non è tutto rosa e fiori nemmeno lassù in mezzo ai boschi.
Fa un freddo canaglia, 2 gradi a giugno non mi era mai capitato.
Non c'è traccia di imposte, e provate voi a dormire quando alle 2 di notte sorge il sole.
Lo stadio bello, ma magari tenerlo come museo o per le gare di atletica sarebbe più opportuno. Trattasi dello Stockholm Stadion, costruito nel 1912 per le olimpiadi e a vedere non lo hanno modificato di una virgola da allora.
L'impianto sonoro faceva acqua da tutte le parti, solo a San Siro ho sentito di peggio.

Et infine, menzione particolare per l'amico Massachussets che vince il premio per la battuta migliore della trasferta scandinava.
"Oggi ho incontrato Nils fuori dall'hotel"
"E cosa ti ha detto?"
"Dream Of Life!".
martedì, 23 giugno 2009
pets
di Dario Argento

Tocca di nuovo al Darione nazionale, dopo il discreto Jenifer della prima stagione, uno dei suoi lavori migliori da anni a questa parte. Con questo "Pelts" appare evidente come l'aria dei Masters Of Horror faccia solo bene ad un regista di culto che ha smarrito da anni la bussola, ma che dimostra ancora una volta di saper orchestrare un incubo intriso di sangue, sesso e immagini altamente disturbanti. E che, finora, è l'episodio migliore, ispirato maggiormente al manifesto programmatico della prima serie che al filone familiare di questa seconda stagione (la famiglia c'è, ed è quella dei procioni/spiriti del bosco, ma sembra più che altro un pretesto).
Jake Feldman è un pellicciaio in cerca della pelle che possa fargli fare il salto di qualità e conquistare in questo modo la bella spogliarellista Shanna, lesbica e opportunista. L'occasione gli si presenta quando riceve una chiamata di un cacciatore di pelli che gli offre degli straordinari manti di procione, catturati in gruppo in mezzo a delle antiche rovine. La maledizione è dietro l'angolo.
La storia dalle tinte animaliste non sarà certo il massimo dell'originalità, tratta da una storia breve di Paul Wilson e sceneggiata dal giovane Matt Venne, ma Dario Argento (e qui sta la vera bomba), sfrutta benissimo il materiale di cui ha disposizione e dirige con una maestria che non aveva dal lontano Suspiria. La sensazione di costante disagio in cui mette lo spettatore, anche grazie a scene splatter di indubbio impatto, è un grande, grandissimo risultato, che farebbe ben sperare per il futuro, se Argento si decidesse a lavorare costantemente in America, con un budget decente e una troupe di supporto che sappia guidare i suoi deliri.
Gli attori, e qui l'altra bomba, sono tutti credibili: molto bravo e in parte è Meat Loaf. Negli anni Argento ha dimostrato di non essere un buon direttore di attori, ma qui siamo decisamente su buoni livelli.
Non sono tutte rose e fiori: il regista abbonda a piene mani a scene di nudo e di sesso di dubbio gusto, quasi avesse voluto bilanciare l'assoluta assenza di aspetti sessuali negli altri episodi della serie: un pò va bene, ma qui si esagera, e Argento dimostra solo di essere un vecchio depravato.
Bene però, molto bene. Ottime speranze per il suo prossimo lavoro, "Giallo" con soldi e attori americani. Speriamo bene...
sabato, 20 giugno 2009
Siamo al secondo concerto in quel di Philadelphia; prima però, dato che turisti un po' lo siamo anche in missione, dedico la mattinata alla visita di alcuni luoghi tra il sacro e il profano, tra cui l'imprescindibile scalinata di Rocky, quella che per i meno cinefili porta al museo di arte contemporanea. Gli Stati Uniti sono un grande paese; dove altrimenti a far bella mostra di se davanti (vabbè, di lato) ad un museo d'arte famoso in tutto il mondo potrebbe starci la statua di un personaggio filmico? Da nessun'altra parte, ovviamente. Ma qui c'è, ed è un bel vedere. Per i più feticisti, in cima alla scalinata, c'è pure un calco delle scarpe da ginnastica di Rocky sull'esatta mattonella su cui si mette a saltellare dopo la leggendaria corsa.

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Ma passiamo al concerto, perchè quello odierno, come tutti saprete, ci ha regalato un qual certo numero di emozioni forti...Intanto siamo posizionati decisamente più vicini al palco, primo anello lato Clarence, poi è la seconda serata, insomma qualcosa nel cilindro il ragazzo lo deve avere.
Pronti via, si parte con una potente Badlands con Max alla batteria: dai miagolii ci accorgiamo ben presto che sul palco zompetta anche Patty, che in effetti non sembra così dolorante per la caduta da cavallo,  che causa lo spostamento del buon Garry a sinistra della batteria.
La sera prima, commentando il concerto, il Maestro ha detto qualcosa del tipo "più canzoni da The River" e Bruce la accontenta già col secondo pezzo in scaletta, una sempre ben accolta Ties That Bind, con assolo di Clarence decisamente ben riuscito. Si passa quindi alla canonica Outlaw Pete, che decisamente non decolla, seguita da Spirit In The Night, che è uno di quei capolavori che non ti stanchi mai di ascoltare e cantare. Bruce scherza col pubblico, è in gran forma come dimostra la successiva Working On A Dream, con la quale l'entusiasmo sale decisamente di livello.
Seeds e Johnny 99 sono dei piacevolissimi standard per questi concerti, quindi lo slot di The Ghost Of Tom Joad viene occupato dalla magnifica Youngstown, con il "solito" assolo di Nils di livello superiore.
Parte la raccolta di cartelli su Raise Your Hands, quindi ragazzi mi devo fermare un attimo e lasciare lo spazio alle immagini...



Ebbene sì. Noi c'eravamo. Che ve lo dico a fare, io e il Maestro avremmo anche accettato che il concerto finisse lì, di punto in bianco. London Calling, che vuoi di più?
E invece si continua (e per fortuna, comunque), con una Red Headed Woman dal sapore country dedicata alla Patty, che io personamente ascolto ben più che volentieri dato che mai ne avevo avuto l'occasione. Poi Bruce ricorda i bei tempi andati e dedica un'altra canzone al Main Point: Thundercrack.
...
Ora, va bene dai, non c'è problema, siamo ancora qua e siamo sopravvissuti al doppio heartattack della serata.
Ora tocceherebbe di grazia a Waiting, ma Bruce decide per un'altra singalong e parte con Hungry Heart. Simpatico siparietto quando vede la mitica Adele, sua madre, tra il pubblico e le fa cantare (cantare...vabbè) il ritornello.



The Promised Land è il pezzone di sempre, quindi si passa da un Golden Globe ad un Oscar, e The Wrestler è sostituita da una, scontata a dire il vero, Streets Of Philadelphia, ben eseguita e apprezzata dagli autoctoni. Nelle successive suona il buon Jay, che a dire il vero rimarrà fino alla fine...

Kingdom Of Days
Radio Nowhere
Lonesome Day
The Rising
Born To Run

Hard Times
Thunder Road
Tenth Avenue Freeze-Out
Land Of Hope And Dreams
American Land

Fine, si diceva, che è dedicata ad un altro pezzo mainpontiano, Kitty's Back, con una parte suonata che sa di improvvisazione e che Jay regge benissimo.
E' il tempo dei saluti, Bruce e la band ringraziano, e noi cosa dovremmo fare, inchinarci è troppo poco. Bel modo per salutare lo Spectrum.

Ma non finisce mica al cielo, perchè il giorno successivo è interamente dedicato a puro e semplice pellegrinaggio springsteeniano. E così, dopo un quantomeno inquietante siparietto all'arrivo al motel con protagonista una pazza squilibrata e la madre di lei, ci buttiamo per la turnpike, attraversiamo Rumson con passaggio davanti alla mansion e ci fermiamo nella ridente cittadina di Red Bank.
Qui dedichiamo del tempo ad una visita al più bel negozio del mondo, il "Jay and Silent Bob's Secret Stash", dove tra le altre cose c'è la statua a grandezza naturale del Buddy Jesus usato in Dogma...

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Lo shopping si ferma solo quando raggiungiamo il Count Basie Theatre, posto dove tra l'altro Bruce e la band l'anno prima hanno suonato tutto e tutto di fila Darkness seguito da Born To Run, mica cazzi. E qui succede un'altra cosuccia che ti fa capire perchè amiamo questo paese, con tutti i pro e contro che ha...mentre facciamo le nostre fotografie all'esterno della struttura, una ragazza esce dall'ingresso e ci chiama a se. Noi pensiamo subito che ci voglia chiedere di spostare la macchina che avevamo parcheggiato proprio lì davanti, ma lei esordisce con "Ho visto che state facendo delle fotografie, vi interessa entrare?". Beh, ma che domande sono! E certo che ci piacerebbe entrare. E così questa ci fa fare un tour improvvisato del teatro, saliamo pure sul palco, vediamo la setlist autografa del suddetto concerto.
Insomma, belle cose.

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Il pellegrinaggio continua e passiamo la serata ad Asbury Park, prima con una birra allo Stone Pony e quindi in uno dei nuovi ristoranti del boardwalk, che sembra in fase di rilancio, c'è pure il minigolf...

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E poi, beh, il viaggio si conlude ad un incrocio piuttosto significativo, quello tra la E Street e la 10th Avenue.

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E siamo più o meno alla fine, sono anche andato troppo lungo questa volta, è che a raccontare di queste esperienze mi faccio un po' prendere la mano. Siamo alla fine di questo chilometrico post, ma la storia continua ragazzi!

-fine-


So far...

Bruce Springsteen, The Who, Nick Cave, Iggy Pop and The Stooges, Elio E Le Storie Tese, Stephen Stills, R.E.M., Pearl Jam, Mark Knopfler, Afterhours, W.I.N.D., Dirk Hamilton, Elliot Murphy, Ben Harper, Francesco Guccini, Zucchero, Iron Maiden, Metallica, Alanis Morissette, Cisco, Patty Smith, Popa Chubby, Gogol Bordello, De Gregori, Willie Nile, Jesse Malin, U2, Rolling Stones, Robert Cray, Eric Sardinas, Banda Osiris, The Pogues, Tishamingo, Claudio Lolli, Country Joe Mcdonald, Oasis, Franco Battiato, The Killers, Eric Steckel, Sonic Youth, Marlene Kuntz, AC/DC, Joe D'Urso, James Cotton, Lonnie Brooks, Marah, Vinicio Capossela, Garland Jeffreys, Massimo Bubola, Riccardo Maffoni, Blackmore's Night, Willy De Ville, Avenged Seven Folds, Davide Van De Sfroos, Eric Burdon, Green Day, Robert Plant And The Strange Sensation, The Police, Lacuna Coil, Piero PelĂą, Social Distortion, Garbage, Daniele Silvestri, Modena City Ramblers, Joe Bonamassa, Subsonica, John Mayall, Sandra Hall, Gov't Mule, John Fogerty, Neil Young, Jeff Beck, Gregg Allman, Joe Cocker, Jethro Tull, Chuck Berry, BB King, Buena Vista Social Club, Gaslight Anthem, Jefferson Starship, Jerry Lee Lewis, Joan Baez, Bob Dylan, Van Morrison, Smashing Pumpkins, Southside Johnny And The Asbury Jukes, Rage Against The Machine, Steve Earle, Ennio Morricone, Paolo Conte, PFM, Flogging Milly, Dave Matthews Band